Il Potere della Metafora nell’Assistenza Sanitaria

L’Emozione diventa poesia

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Lo specchiamento metaforico è una tecnica nata presso l’Ospedale “San Martino” di Genova

Nel 2011, dopo sette anni dedicati all’ascolto partecipato di pazienti oncologici e psichiatrici – nonché dei loro cari e dello staff che li assisteva – ho iniziato a dedicarmi alle persone che in qualche modo rimanevano irraggiungibili.

Non si trattava necessariamente di persone estremamente malate o stressate. Tuttavia, le loro modalità comunicative negative – indotte dallo stress o utilizzate abitualmente – ostacolavano la connessione con l’altro, nonostante un reciproco desiderio di impegnarsi.

Si rendeva, dunque, necessario individuare una modalità di dialogo più produttiva; pertanto, ho iniziato ad immaginare una chiave di accesso di tipo relazionale. Doveva essere veloce, facile da utilizzare e, soprattutto, facile da insegnare. Doveva permetterci di eludere quelle modalità che stavano isolando i miei interlocutori da loro stessi e da me, dal momento che io li avevo visti soccombere a stili di pensiero che li trinceravano dietro a ripetizioni negative o che li mantenevano nel circolo vizioso dell’astrazione, privandoli della prospettiva di altre possibilità.

L’individuazione di un approccio efficace e non medico che consentisse l’identificazione, la verbalizzazione e la regolazione delle emozioni è stata guidata dalla mia formazione personale nell’ambito della Letteratura e della Scrittura, che mi ha condotta all’utilizzo di forme poetiche.

Quando il poetico virava verso il sensoriale e il metaforico, la percezione, la descrizione e la trasformazione diventavano improvvisamente accessibili tutte in una volta.

Abbiamo iniziato così, ad avvicinarci ad un dialogo introspettivo sfruttandol’intuizione come propria guida. 

Con un “Io metafora”, dunque, le metafore cominciano a mescolarsi gloriosamente tra loro in continuo movimento … e spesso, ne esce qualcosa di magico.

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Riconoscendoci nello Specchio Metaforico

L’intervista senso-metaforica si configura come un processo breve e codificato, che coinvolge la metafora come strumento di percezione sensoriale, descrizione e regolazione delle emozioni. Si tratta di un approccio non-medico all’elaborazione delle emozioni.

Sviluppata nei contesti ospedalieri oncologico e psichiatrico, l’intervista senso-metaforica (termine qui coniato) è un dialogo semplice e di facile insegnamento, che porta alla creazione di un’autoritratto intuitivo degli stati emotivi. Il documento risultante si traduce, nel momento, in uno “specchio metaforico”, un testo invitante, naturalmente poetico e riflessivo.

A differenza degli stili tradizionalmente investigativi di indagine medica, l’intervista senso- metaforica mantiene rigorosamente un approccio intuitivo e non analitico all’esplorazione dei “paesaggi emozionali“. L’intervista guidata dalla metafora segue un formato di domanda e risposta, con commentari non interpretativi e verticali, strutturati in modo tale da evitare il pensiero associativo e la canalizzazione di cicli di pensiero controproducente, come quello ruminativo e altri modelli di pensiero negativo abituali, spesso associati a stati d’ansia, stress e depressione.

L’auto-descrizione basata sulla metafora è, quindi, facilitata dall’intervista ed è utilizzabile per la creazione di grafici,  per la condivisione in gruppo e per l’uso personale.

L’intervista senso-metaforica, o “specchio metaforico” è una strategia di comunicazione non medica e uno strumento di valutazione dell’emozione che favorisce un senso condiviso di benessere nel momento.

Mentre l’emozione diventa poesia, il rispecchiamento metaforico attiva un’espressione intuitiva del sé, l’ascolto empatico e una nuova consapevolezza nel paziente e nell’operatore e indica nuove direzioni per la cura.